Per una vera riforma della Giustizia

MOVIMENTO BONAPARTISTA – UNIONE DEL POPOLO FRANCESE

«IERI»

« [L’Imperatore] dice che dalla discussione è chiaro che sentiamo il bisogno di portare la Giustizia più vicina ai contendenti. Che la Francia è il paese dove ci sono meno corti di giustizia in assoluto. Distanziare la Giustizia dal Popolo è un aggressione alla proprietà. Sarebbe meglio dare al popolo giudici mediocri che non darne a sufficienza».

Al Concilio di Stato, sessione del 27 Febbraio 1810.

« [L’Imperatore dice che] la garanzia della libertà civile è essenzalmente nei tribunali; che l’opulenza dà accesso all’amministrazione, ma che i tribunali sono aperti a tutti. [Dice] che una richiesta comincia incensando le autorità; chiede giustizia come una persona chiederebbe un favore. Il supplicante parla con la fermezza di un uomo che esercita i suoi diritti e che rivendica giustizia come se fosse un debito».

Minuti del Concilio di Stato, sessione del 9 Luglio 1811.

«OGGI»

In occasione del 213° anniversario della promulgazione del Codice Napoleonico, Codice Civile dei Francesi, il Movimento Bonapartista e l’Unione del Popolo Francese richiedono, con questa lettera aperta, che si prendano le seguenti misure  –

  • La riapertura dei Tribunali chiusi durante la presidenza di Nicolas Sarkozy.
  • Il reclutamento di sufficiente personale per rimediare ai ritardi degli attuali casi aperti, la conseguenza della distanza tra le istanze dei contendenti e i mezzi attuali del sistema giudiziario.
  • Una riforma della mappa della Giustizia per assicurare una Corte di Giustizia in ogni paese che possiede una sotto-prefettura o un Palazzo di Giustizia, o un numero di abitanti stabilito.
  • Rinforzi e reclutamenti per assicurare il monitoraggio personale di prigionieri tramite il SPIP (Dipartimento dell’Integrazione Penitenziaria e Condizionata).
  • Abolizione del bollo imposto ai contendenti per avere accesso ai servizi di giustizia.
  • Accesso ai minuti di richieste stabiliti durante le udienze o per l’assegnazione degli avvocati di ufficio.

«DOMANI»

Con lo scopo di avvicinare i contendenti, i governati e i contibuenti alle spese del proprio Municipio e del loro département, chiediamo un referendum nazionale sulla raccolta dei mezzi, monetari e in forma di personale, per la giustizia, che abbiamo proposto. Se approvato, per effetto della seconda misura che abbiamo sottoposto alle persone nella stessa occasione, ogni magistrato o rappresentante elettivo riconosciuto colpevole sarà soggetto al pagamento di una penale equivalente al 200% della cifra usualmente imposta dalla legge, e che sarà pagata al Ministero della Giustizia. Questa disposizione sarà anche inserita nel Codice Penale. In conformità al nostro appello del 15 e 16 di Settembre per l’anniversario della Corte dei Conti, chiediamo anche che l’uso del denaro pubblico sia maggiomente controllato, e che una frazione appropriata del denaro risparmiato dalla riduzione delle spese non necessarie sia speso per la Giustizia.

NOTE

Quali sono i principi stabiliti dall’Imperatore, e quali i suoi successori hanno il dovere di rinforzare, nell’ambito della Giustizia ?

« M. le comte Treilhard, per ordine di Sua Maestà, e nel nome della sezione per la Legislazione, presenta una nuova bozza della proposizione, nei seguenti termini –

« Napoleone, ecc.

Quando abbiamo ristabilito le Scuole di Legge con la legge del 22 Ventoso, Anno XII*, in particolare avevamo in mente di ridare lustro alla professione di avvocato; per questo, abbiamo ordinato la creazione di una facoltà per avvocati, una misura che l’esperienza ha dimostrato essere una delle più adatte a mantenere l’integrità, il tatto, il disinteresse, il desiderio di conciliare, l’amore per la verità e per la giustizia, un illuminato zelo per i deboli e gli oppressi, fondamenta essenziali della loro vocazione […] ».

Sessione del Concilio di Stato del 31 Luglio 1810.

*13 Marzo 1804.

 

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A propos mouvementbonapartiste

JOURNAL OFFICIEL DE LA RÉPUBLIQUE FRANÇAISE 6 février 2010 1016 - * Déclaration à la préfecture de Meurthe-et-Moselle. MOUVEMENT BONAPARTISTE Objet : défendre, faire connaître et étendre les principes et valeurs du Bonapartisme. Il s’appuie sur l’adhésion populaire à une politique de redressement conjuguant les efforts des particuliers, associations et services de l’État. Le mouvement défend les principes bonapartistes sur lesquels il est fondé, et qui régissent son fonctionnement intérieur. Il défend également la mémoire de Napoléon le Grand, ainsi que celle de Napoléon III et de leurs fils, Napoléon II et Napoléon IV. Il reconnait Napoléon IV comme ayant régné sans avoir gouverné, en vertu du plébiscite de mai 1870. Le mouvement ne reconnait pas d’empereur après 1879, en vertu de l’absence de plébiscite. Républicain, il privilégie le bonheur, les intérêts et la gloire des peuples, et n’envisage de rétablissement de l’Empire que si les fondements en sont républicains et le régime approuvé par voie référendaire.
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