IERI ! OGGI ! DOMANI !

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MOVIMENTO BONAPARTISTA

TUTTO PER E DAL POPOLO
« Per l’Onore della Francia, per gli interessi sacri del genere umano »
(Napoleone il Grande, 17 Ventoso Anno VIII – Sabato, 8 marzo 1800)

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IERI ! OGGI ! DOMANI !

« L’Idea Napoleonica è quella della ricostruzione della società francese scossa da cinquanta anni di rivoluzioni, la riconciliazione di ordine e libertà, i diritti delle persone e i principi dell’autorità.In mezzo a due parti ostili, una delle quali guarda solo al passato, e l’altra solo al futuro, essa prende le vecchie forme e i nuovi principi.

Per costruire qualcosa di solido, fonda il suo sistema sui principi della giustizia eterna, e schiaccia sotto i suoi piedi le teorie reazionarie nate dagli eccessi dei partiti.

Rimpiazza il sistema ereditario delle vecchie aristocrazie con una gerarchia che riconosce il merito e garantisce l’ordine, e nel mentre garantisce l’uguaglianza.

Trova la propria forza nella libertà, perchè prepara saggiamente il proprio regno costruendo solide fondamenta prima di cominciare a costruire l’edificio stesso.

Non segue né l’incerta marcia di un partito, né l’umore delle folle. Comanda secondo ragione, e conduce perché è la prima a marciare.

Volando sopra i luoghi comuni politici, esente da ogni pregiudizio nazionalista, vede nella Francia solo fratelli facili da riconciliare, e nelle diverse nazioni europee vede i membri della stessa grande famiglia […]

… l’Idea Napoleonica non è un’ideale di guerra, ma un’idea sociale, industriosa, commerciale e umanitaria. Se ad alcuni uomini appare ancora circondata dai fulmini di guerra, è perché in effetti è stata avvolta troppo a lungo dal fumo dei cannoni e dalla polvere delle battaglie. Ma oggi le nuvole sono state spazzate via, e possiamo vedere, attraverso la gloria delle armi, una gloria della civiltà, ancora più grande e duratura ».

Luigi-Napoleone Bonaparte (Napoleone III), Idées Napoléoniennes, 1839

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I CINQUE GRANDI PRINCIPI

O

I PILASTRI DEL BONAPARTISMO

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 CHIAMATA DEL POPOLO O DEMOCRAZIA DIRETTA

«Il principio di tutta la sovranità appartiene alla Nazione. Nessuna persona, nessun individuo può esercitare un’autorità che non proviene da essa.»

Articolo III della Dichiarazione dei Diritti (e dei Doveri) dell’Uomo e del Cittadino

IERI

Napoleone e Napoleone III hanno sempre reso il popolo la base del loro sistema, perché tutto ciò che è fatto senza il popolo è illgale.

Sotto i nostri due imperatori l’esercizio della democrazia non involveva solo i plebisciti (referendum con i quali il popolo approvava o rifiutava le leggi del governo), ma anche il diritto di ogni cittadino di presentare una petizione al capo dello Stato, di far sentire le proprie lamentele, o (sotto il Secondo Impero) il diritto di appellarsi direttamente al Senato se pensava che una legge violasse la Costituzione. La creazione di un Concilio di Stato, dei prud’hommes, e anche la presenza di agenti di polizia (la cui funzione era quella di osservare l’opinione pubblica, invece di denunciare chi criticava il regime) aveva contribuito a questa tendenza di mettere i cittadini al servizio di uno Stato in ammodernamento vicino a loro, e da loro supportato.

OGGI

Noi, Bonapartisti del 21° secolo, esigiamo l’istituzione di un giorno di votazioni all’anno, nel quale ogni cittadino con un numero di firme sufficienti può proporre una legge tramite un referendum. Vogliamo anche che la volontà del popolo sia rispettata in questi referendum organizzati dai governi. Quindi, condanniamo il progetto di adozione attraverso i parlamenti della costituzione rifiutata dai francesi e dagli olandesi nel referendum del 2005, e dal popolo irlandese nel 2008.

DOMANI

Il futuro rimane incerto, ma non c’è ragione di arrendersi. Noi lottiamo per te. Se vuoi una Repubblica degna di questo nome, se vuoi istituire una vera democrazia, unisciti alla nostra causa!

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AUTODETERMINAZIONE

«Il principio di tutta la sovranità appartiene alla Nazione. Nessun corpo, nessun individuo può esercitare un’autorità che non proviene da essa.»

Articolo III della Dichiarazione dei Diritti (e dei Doveri) dell’Uomo e del Cittadino

*

«Ho combattuto sopra il dolore della distruzione»

Napoleone il Grande, Imperatore dei Francesi

IERI

Napoleone, contrariamente ad alcune opinioni, combattè solo per difendere la Francia dalle coalizioni organizzate dalle monarchie che miravano a restaurare il Vecchio Regime. Napoleone III combattè per difendere la libertà di religione in Palestina e in Cina, e per supportare gli Italiani nel loro desiderio di rovesciare il dominio dell’Impero Austo-Ungarico e di unirsi come una sola nazione.

OGGI

La nostra vicinanza al diritto dei popoli di determinare il proprio futuro non è quindi un segno di nazionalismo, ma una questione di rispetto per le idee e i valori dei quali oggi beneficiamo in Francia e in Europa, e per il sacrificio di chi ha combattuto per esse. La democrazia non significa nulla se le scelte delle persone non sono rispettate, o se quelli che decidono il nostro futuro non sono quelli che vivono con le conseguenze delle loro decisioni.

DOMANI

E’ per questi motivi che vogliamo un’Europa confederata, dove ogni popolo può preservare non solo la propria cultura e l’identità, ma anche le leggi fondamentali che assicurano il funzionamento della società. Il mantenimento dei nostri servizi pubblici, il nostro diritto di essere padroni del proprio destino, il ruolo dello Stato come motore per industria e agricoltura che gli permette di proteggere i nostri operai e contadini dalla competizione senza limiti che incrementa la disoccupazione e distrugge la produzione locale… così tanti diritti fondamentali dimenticati da una burocratica e anti-democratica « Costruzione Europea »

Per l’Europa, vogliamo incoraggiare a legiferare su una comune politica ambientale, per favorire l’energia rinnovabile e per combattere inquinamento e riscaldamento globale. Vogliamo una politica Europea che rispetti il diritto dei popoli all’auto-determinazione, in accordo con la politica delle nazionalità cara a Napoleone e Napoleone III. Questo principio fece risorgere la Polonia (1806, e più tardi 1919 e 1989), diede nuova vita alla Svizzera (1803, poi 1849), creò l’Italia (1796, 1805, e 1859) e la Romania (1856 e 1862). Vogliamo che questo crei l’Europa.

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PROGRESSO SOCIALE

IERI

Napoleone e Napoleone III ebbero sempre come priorità il benessere del popolo. Napoleone assicurò uno stipendio minimo proibendo ai datori di lavoro di abbassare le paghe, probendo in cambio gli scioperi. Mantenne anche i prezzi del cibo (in particolare del pane) ad un livello tale che fosse aquistabile anche dai più poveri. In seguito alle rivolte dopo i cattivi raccolti nel 1812, non solo mandò le truppe a proteggere i panettieri, ma distribuì due milioni di razioni di zuppa. Prese soldi dalle proprie tasche per assicurare la paga ai lavoratori di Lione nell’inverno 1806-1807, e a quelli di Amiens nel 1811.

Nel 1809 Napoleone creò anche i primi fondi, garantiti dallo Stato, per la pensione e per l’assicurazione dagli incidenti. Nel 1806 creò i Concili dei prud’hommes, instaurando la conciliazione come il principio per dirimere le dispute tra lavoratori e padroni. Nel 1811 creò i Vigili del Fuoco, e nel 1813 proibì l’impiego dei bambini nelle miniere. Supportò pure le associazioni di mutuo aiuto, antenate dei nostri Sindacati, sviluppati più tardi da suo nipote, Napoleone III…

Napoleone III, da parte sua, estese il sistema di suo zio dei fondi pensione, aggiunse risorse ai fondi contro gli incidenti, mantenne il prezzo massimo del pane fino al 1853, penalizzò gli scioperi, aprì al processo di partecipazione da parte dei lavoratori ai profitti, al capitale, e alla gestione delle attività commerciali. E’ anche uno degli inventori della margarina, perchè commissionò una ricerca per una forma più economica di burro. Inoltre, organizzò un sistema di mense, raddoppiò il budget dello Stato per il welfare…

OGGI

Alcune persone dicono che il sistma sociale francese – un artefatto del passato – dovrebbe scomparire. Per loro, la sicurezza sociale è una spesa inutile. Secondo noi, il punto è lo Stato di Welfare che assicura la protezione dei nostri concittadini contro degli incidenti imprevisti, esattamente come ci assicura l’ammirazione dei nostri vicini. Una larga parte della classe politica vorrebbe farci credere che dovremmo adottare un sistema americanizzato, dove solo i più ricchi possono permettersi cure adeguate (secondo gli stessi americani). Un sistema simile a quello della Gran Bretagna? In un periodo in cui gli Britanicci (quelli che possono) chiedono di essere curati in Francia? Nel momento in cui i loro fondi pensione collassano?

DOMANI

In un tempo dove la maggioranza dei nostri politici, quasi tutti formati nelle stesse scuole, sostenitori di programmi identici qualsiasi sia l’etichetta di cui si fregiano, passano il loro tempo ad accrescere il debito del nostro stato di welfare e il debito nazionale svendendo tutti quei servizi pubblici che hanno profitto. Noi denunciamo questo furto. Questi servizi pubblici sono tuoi. Questo stato di welfare è la tua eredità. Sono le tue tasse e il tuo lavoro che lo hanno creato. Sono i Bonapartisti e i loro eredi che l’hanno costruito. Noi ci opponiamo alla vendita a singoli individui di ciò che appartiene di diritto. Siamo determinati a preservarli per te, e per questo chiediamo il tuo supporto.

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AUTORITA’

IERI

«La libertà è il diritto di fare qualsiasi cosa che non danneggi alcuna persona.»

Articolo IV della Dichiarazione dei Diritti (e dei Doveri) dell’Uomo e del Cittadino

*

Abbiamo insistito sul rispetto dei diritti e dei doveri dei cittadini. Senza diritti, non possono esserci doveri. Senza doveri non ci possono essere diritti. La società funziona (o meno) a seconda del rispetto (o meno) dei diritti e dei doveri di ognuno.

In una famiglia, i genitori hanno il compito di prendersi cura, amare, e disciplinare i propri bambini. I bambini, in cambio, hanno il compito di amare, rispettare e (finché non sono indipendenti) obbedire ai propri genitori. Ogni cittadino ha il dovere legale di aiutare coloro che sono in pericolo, e di rispettare gli altri. Operai e padroni hanno il reciproco dovere di onestà e rispetto. Ognuno di noi ha il diritto alla propria libertà, ma anche il dovere di non abusarne danneggiando la libertà altrui. Ma quante persone non rispettano questi valori, solo perchè non li imparano?

Napoleone il Grande e Napoleone III credevano nel ruolo protettivo dello stato. Lo stato, come garante della Costituzione, e di conseguenza dei diritti e dei doveri di ognuno, ha il ruolo di motore sociale e arbitro. Entrambi ristabilirono il rispetto della legge dopo periodi tormentati, nel 1799 e nel 1851, come De Gaulle fece nel 1944 e nel 1958. Fecero rispettare un certo numero di diritti (libertà di religione, uguaglianza di fronte alla legge, libertà di parola) e di doveri (tasse, lavoro, il ripetto dei doveri di un cittadino verso la sua famiglia).

OGGI

Negli ultimi trent’anni, siamo stati testimoni di un calo delle condizioni di vita, l’assenza di rispetto per i valori scolpiti sugli edifici pubblici (Libertà, Uguaglianza, Fraternità, Repubblica) e sulle medaglie (Onore e Patria) del nostro Paese. Assistiamo a un clima di violenza, di paura e alla crescita di estremismi di tutti i tipi. Il nostro movimento crede che questo non sia né irreversibile, né un’inevitabile conseguenza dell’immigrazione. E’ il prodotto di un sistema di educazione in cui gli insegnanti non sono più autorizzati a controllare le proprie classi, dove l’educazione civica è stata svuotata di tutte le nozioni di rispetto e dovere civico, e dove i nostri Vigili del Fuoco, gli infermieri e la Polizia sono usati come bersagli dai giovani per esprimere la violenza che i media e l’assenza di autorità dello Stato impongono su di essi fin dalla culla.

DOMANI

La lotta contro il crimine e la delinquenza devono concentrarsi sulla protezione dei più vulnerabili nella nostra società come quella di tutti i loro concittadini e dei residenti stranieri. Questa battaglia deve essere accompagnata da un programma sociale avanzato, con la partecipazione di tutti quelli che credono di avere diritti, e quindi doveri, per ricostruire totalmente il nostro Paese. Tutti gli individui, le associazioni sociali e umanitarie e i servizi dello Stato devono lavorare insieme per salvare il nostro Paese dalla violenza, dall’estremismo politico, e dalla povertà che li alimenta. E’ anche necessario ristabilire l’insegnamento dell’educazione civica, cominciando dalla scuola primaria, se non prima.

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RIFIUTO DELLA DIVISIONE DESTRA-SINISTRA

IERI

Napoleone il Grande e Napoleone III ebbero successo nel far sostenere il proprio regime dalla gran parte del popolo francese perché erano sopra i partiti. Non facevano parte di fazioni in lotta tra loro per il potere, come avvoltoi che si contendono la carcassa di un animale morente.

Napoleone dichiarò di non appartenere né alla sinistra (i Giacobini), né alla destra (i Realisti). Disse « Sono nazionale ». La sua politica di unità nazionale gli permise, anche secondo i suoi nemici, di realizzare le riforme che il popolo chiedeva, stanco dei ripetuti cambi di regime che portarono nuovi problemi e ritardarono la ricostruzione della nazione. Le leggi, le istituzioni e i valori a cui aspira la nostra sofferente società attuale per rimanere unita, sono i frutti di questa politica di centro, che si basava sulle persone e rifuggiva i partiti.

Napoleone III proseguì il lavoro di suo zio, con il supporto degli uomini di « sinistra » e di « destra ». Riuscì a instaurare la prima assicurazione sugli incidenti e i fondi pensione (a partire dal 1849) e instaurò pure uno dei più gloriosi e prosperi periodi della storia di Francia… secondo un uomo autorevole come Luigi Pasteur.

OGGI

E’ sufficiente leggere le notizie per vedere che i principali giornali sono venduti ai partiti di «sinistra» e di «destra». E’ sufficiente guardare i canali di informazione per capire che le riforme sono sistematicamente bloccate. Quando la «sinistra» propone una riforma, la «destra» si oppone… e viceversa. Alcune volte l’opposizione è giustificata, ma serve solo come punti da segnare per una parte o per l’altra. E finché i partiti non concorderanno sul colore dell’erba, il popolo deve trovare una via d’uscita.

DOMANI

Noi rifiutiamo la divisione destra-sinistra che serve solo a dividere il popolo francese e avvantaggia solo i partiti politici. Non vogliamo proibire questi partiti. Preferiamo riportare il cittadino al centro degli interessi pubblici. Proponiamo un governo di unità nazionale, democrazia diretta come l’abbiamo già spiegata, la partecipazione di tutti alla politica – nel senso nobile del termine – aperta a tutti, e il ritorno del concetto di moderazione come il principio di rispetto per i diritti e i doveri di ognuno di noi. Noi lottiamo per una politica coerente, perché è basata su idee valide e semplici, patriottiche, sociali e democratiche.

Proprio così, una politica BONAPARTISTA.

 

Paulo-Napoleone Calland

Presidente del MOVIMENTO BONAPARTISTA

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A propos mouvementbonapartiste

JOURNAL OFFICIEL DE LA RÉPUBLIQUE FRANÇAISE 6 février 2010 1016 - * Déclaration à la préfecture de Meurthe-et-Moselle. MOUVEMENT BONAPARTISTE Objet : défendre, faire connaître et étendre les principes et valeurs du Bonapartisme. Il s’appuie sur l’adhésion populaire à une politique de redressement conjuguant les efforts des particuliers, associations et services de l’État. Le mouvement défend les principes bonapartistes sur lesquels il est fondé, et qui régissent son fonctionnement intérieur. Il défend également la mémoire de Napoléon le Grand, ainsi que celle de Napoléon III et de leurs fils, Napoléon II et Napoléon IV. Il reconnait Napoléon IV comme ayant régné sans avoir gouverné, en vertu du plébiscite de mai 1870. Le mouvement ne reconnait pas d’empereur après 1879, en vertu de l’absence de plébiscite. Républicain, il privilégie le bonheur, les intérêts et la gloire des peuples, et n’envisage de rétablissement de l’Empire que si les fondements en sont républicains et le régime approuvé par voie référendaire.
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